(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Biodiversity Heritage Library | Children's Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "Benedizione invocata fra l’inno ambrosiano / dall’arciprete don Antonio Zanini nella perinsigne basilica di S. Petronio in Bologna il giorno 16 luglio 1847, primo anniversario dell’amnistia concessa da Pio IX P.O.M."

BENEDIZIONE 

INVOCATA 

:m& ih'&aa® bissivi) 32àsm> 
DON ANTONIO ZANINI 

NELLA PERINS1GNE BASILICA 

DI S. PETRONIO IN BOLOGNA 

<yt CjiotTto ao J aavio aS^ 
PRIMO ANNIVERSARIO DELL' AMNISTIA 

CONCESSA DA PIO IX V. O. M. 



QUARTA EDIZIONE 




BOLOGNA 

PRESSO GUIDOTTI LIBRAIO DAI CELISTIHI 



IMPRIMATUR 

Fr. P. Caj. Feletti O. P Inq. S. O. 

Io. Frane. Magnani Deleg. Archlep. 



TIP. GUIDI ALL* ANCORA. 




(2*5 CWS» <Wp CV?5> 



Il o, gran Dio, la cara memoria di quel giorno nel qua- 
le tante sventure trovarono un miracolo di consolazio- 
ne e cP amore il più generoso fra i Monarchi della Ter- 
ra , no, non passerà senza la vostra paterna benedizio- 
ne. Nel giro dei tempi, nel computo degli anni esul- 
terà a voi per un simile ritorno P anima riconoscente , 
come al ritornar di un giorno degno di lode e di ri- 
membranza. Sino dall'antico archetipo a caratteri d'oro 
voi lo segnaste, e fra i più miti pensieri, di pace ve- 
deste un' accettevole sacerdote regnar coli' amore nel- 
P eterna città dei Cesari, e per lui vedeste asciugate 
lagrime, rimarginate ferite, catene spezzate, rivocati e- 
sigli, un popolo in festa. 

E il previsto da voi effettua vasi , ora fa Panno. Le 
rive del Tebro , già avvezze alla gloria dei conquista- 
tori del mondo sopra trionfale carro assisi, dietro traen- 
tisi prigionieri fra le trombe guerriere, e le riportate 
insegne di debellate nazioni , lungo la via del Campidc^ 
glio i duci e i re, furono pure a' nostri giorni spettatrici 
per lo Vicario vostro di un trionfo diverso affatto, co- 
me quello che fondavasi non sulla forza dell'armi, e 
sul capriccio della vittoria, ma sul compianto degl' in- 
felici, e sulla magnanimità del perdono: che se la guer- 
ra ha i suoi trofei, li conta ancor la pace, meno fre- 



-4- 

quenti, ma più gloriosi. Voi diceste — Secondo il mio 
cuore sia Pio, e trionfi — e secondo il vostro cuore 
Pio si asside in trono per trionfare. Indossato il gran 
manto F angelico Pio è commosso applaudendo a lui 
■vostro eletto co' nuovi sudditi Italia, e il mondo. Ma 
nel comune letiziare avvi nei primi un letiziar di spe- 
ranze : spera l'Emilia, spera l'Umbria, spera il Piceno, 
tutti sperano. Tutti sanno la generosità del cuore dei 
vostro trascelto, e perciò Pio è l'oggetto delle private 
e delle pubbliche brame. Dalle sponde del Po alle pa- 
ludi Pontine ogni città si adorna al par di sposa no- 
vella, e si abbellisce come in un dì di trionfo, presa- 
ga di dover, e non tardi, far festa ai suoi cari, che 
da più anni non vide. Son noti a Pio questi caldi de- 
sideri y desideri della patria , desideri di spose , di ma- 
dri , di figli, di fratelli, di concittadini , d'amici. 

Non fu vano il presagio, non intempestiva la spe- 
ranza. Voi diceste a Pio — > Io ti diedi un popolo che 
voglio felice — e Pio ne è il felicitatore. Molti suoi fi- 
gli menano esuli la travagliata vita fra le nebbie della 
marittima Albione, o lungo le sponde della Senna rea- 
le , o in altra terra ospitale , ma dovunque sospirano 
ai vedovati talami, alla derelitta crescente prole, lon- 
tani dai pegni di un casto amore per troppo amore 
d'Italia. Altri fra lo squallore e le privazioni sospirano 
dall'augusto pertugio del carcere a una libertà che per 
troppo amore di lei hanno perduto. Pio , chiamando i 
primi e liberando i secondi, porge nella sua generosi- 
tà al domestico tetto lo spettacolo di dolci gioie, e fa 
piovere lagrime di consolazione su quei volti che rese 
pallidi il dolore. 

Non basta : voi diceste a Pio — ■ Io ti donai un po- 
polo che voglio unito — ■ e Pio col suo perdono ha cer- 
cato la riconciliazione dei partiti, l'unione fra invete- 
rati dissidi, l'armonia dell'ordine, l'amore dei cuori. 
Deh/ pieno effetto abbiano le nobilissime mire ! 

Voi intanto, o gran Dio , dal quale ogni dato buo- 
no discende , voi che ci donaste Pio adorato segno di 



speranza, dì felicità, d'unione abbiatene laude e ren- 
dimento di grazie. E in quella guisa che un dì Israele 
scampato dalla cattività dell'Egitto innalzava a voi vit- 
torioso canto di riconoscenza, così oggi voi non isde- 
gnate il cantico di un popolo redento , di un popolo 
grato , di un popolo che vi chiede salute. Questo po- 
polo, che è vostro retaggio, benedice a voi: voi ricam- 
biando benedite a lui. 

Ma prima benedite al nono Pio , altro Mosè reden- 
tore, la cui vita preziosa appartiene a quest' ora all'im- 
mortalità. Benedite a quelP anima santissima , nido di 
generosi affetti; benedite a quel forte petto che vinse 
ostacoli, e ostacoli vincerà: benedite a quel labbro che, 
animato dal cuore, pronunziò la grande parola — -AM- 
NISTIA — Principe, non lo turbino sognate larve di 
paura, non P arestino studiati calcoli d'una subdola po- 
litica , non lo tradisca il livore^ non l'ammorbi l'alito 
pestilenziale d'una vile adulazione. Veda progredire il 
suo popolo e il suo secolo dietro quella luce che sola 
dissipa il tenebrare dell' ignoranza. Le spine e i triboli 
non gì' ingombrino la via , e nella sua luminosa carrie- 
ra senza posa lo seguano i tardi, e strada facendo non 
gì' impediscano i frettolosi di maturare col senno altis- 
simi concetti} che la virtù sta nel mezzo, ogni estre- 
mo è vizioso. Pontefice, vagheggi l'immacolata sposa 
la cui bellezza con profetico lume cantava il coronato 
sapiente. Simbolleggiata nell'arca Ella corra tutti i ma- 
ri , e al suo passaggio lunghesso i lidi abbia il saluto, 
il rispetto, l'amor delle genti. Deh! non fosse, o Si- 
guore, lontano il giorno delle vostre promesse , quan- 
do cioè di tutta la terra vi sarà un pastore : un solo 
pastore, e un solo ovile. 

Benedite al provvido ministro di Pio, che al pri- 
mo comparire fra noi quasi riverbero di quei sole che 
gigante brilla in Vaticano dipinte contemplava in tulli 
i volti la letizia e la speranza, e pubblici udiva i plau- 
si di una devozione che si manifestava anche più col 
cuore che colla lingua. Come custode di un sacro de- 



— 6 — 

posito miri nel popolo Bolognese una viva raccoman- 
dazione del Sovrano , e nella nobiltà e dolcezza delle 
maniere o abbiasi al fianco iì patrizio , o gli si presenti 
il tapino , degna immagine si mostri di quel Pio che 
veramente PADRE SANTO tutti indistintamente per 
soave impero come figli ci governa. 

Accogliete sotto le vostre tutele la Bolognese Chie- 
sa veneranda sede di Zama, Faustiniano, Basilio, Euse- 
bio , Felice , Petronio , Paterniano , Tertulliano, Giocon- 
do , Teodoro , Nicolò , Chiesa imporporata del sangue 
dei Bolognesi martiri Procolo , Vitale , Agricola } fatta 
bella dal candore di Lucia, Imelde, Caterina. Serbate la 
cara vita dell' unto Aronne che da nove lustri con a- 
more , prudenza , solerzia ne tiene il seggio. Piovano i 
vostri benefizi su queste perinsigne Capitolo , e bene- 
dite a tutti i figli di Levi. So ben io che non sono 
dessi come i due primi viandanti sordi alle grida del 
ferito sulla strada di Gerico , ma come il Samaritano 
pietoso so che s' inteneriscono agli altrui gemeti: ah! 
volenterosi concorrano ai bisogni dell' umanità e del se- 
colo , andando a seconda di quelle benefiche istituzioni 
che detta colla Religione una civile Sapienza/ 

Benedite al Bolognese Magistrato sì premuroso del- 
la pubblica cosa, e benedite a Bologna. Fate che sopra 
Lei tale scintilli la luce della gloria nelle lettere quale 
splendeva a' bei giorni d' Irnerio e d' Accursio, quando 
tutta Europa accorreva ad attingere ai fonti eli quel 
sapere che la rese P Atene d' Italia. Protetta da Pio 
miri con compiacenza nelle sue scuole il fior di quelle 
nazioni che la ricordano , e la chiamano ancora chiaris- 
sima madre degli studi. 

E dopo aver benedetto alla sapienza , benedite al- 
l' armi cittadine, recente dono del cuore e della fiducia 
di Pio. Così nel silenzio delle notti più tranquilli chiu- 
deremo le nostre pupille al dolce sonno , sapendo che i 
nostri fratelli vegliali per noi 9 e per la quiete dei do- 
mestici lari. Così negli ozi delle ville, secure le strade, 
non tocche le messi, nel goduto riposo loderemo a cie- 
lo il regno del nono Pio. 



Esaltale nella vostra munificenza i' equestre ordine 
Piano preconizzato guiderdone agli uomini probi , valo- 
rosi . sapienti -, destinato segno a nobilitare nel sorriso 
del principe e nell' ammirazione del popolo i grandi me- 
lili, spione a risvegliare gì 1 ingegni fregiando colla ero- 
re dell 1 onore quei petti che non di vile e povero cuo- 

iìi;i albergo sono di virtù • e poi che questa i gio- 
chi sormonta , i mari valica , penetra i cieli, e non bar- 
riera, o confine di regno e d impero V arresta } si attiri 
l' equestre ordine nobilitatore le sante emulazioni dei 
sommi non solo d' Italia , ma dei grandi tutti ai quali 
non diedero i cieli di vivere sotto l' ombra del pacifico 
trono dell' immortale Pontefice. 

Dio di verità , benedite al vero , uno dei grandi 
amori di Pio. Non più ramingo e sconosciuto, ma udi- 
to , ma amato apertamente si palesi alla piena luce del 
dì nel decoro del costume , e nella santità della reli- 
gione. Felice quel regno il cui Principe dia gli oc- 
chi propri alle cose onde conoscere la bellissima verità! 

Benedite dal trivio al figlio del popolo, dall' orna- 
ta culla all' erede d' immense tenute , da questa santa 
magnifica dimora a questi Uditori che vi adorano in i- 
spirito e in verità. Salvate il pudor della vergine , la sa- 
ntità del talamo , V onor della vedova. Un guardo date 
benigno alP asilo dell' infanzia, al ricovero della sventura, 
all' ospizio della vecchiaia. Trattenete le lacrime , santi- 
licate le gioie , e al sospiro del giusto a voi si arrenda 
il traviato. 

Benedite finalmente all' Italia , a Lei che pasciuta- 
si sin qui di gloriose memorie può in oggi mostrare 
al mondo la viva gloria di Pio. Deh! i coronati poten- 
ti che ne reggono le belle contrade s' intendono gene- 
rosamente col generoso Sire. Il popolo Italiano adoran- 
do voi Dio de' suoi padri, cresca al vostro amore, all' a- 
mor della Chiesa, all' amor delle virtù cittadine. L' Italia, 
centro dell' unità cattolica , sia rispettata , sia grande, 
sia felice. 



A PIO IX» P» M» 



11 ritorno delV Esule. 

Italia , Italia , fuor di te se' n' vive 

Di infelici tuoi fì^li esule schiera . 
Lui desìo punge riveder tue rive, 
Il tuo bel sole e la ridente sera. 

Or da sospir dei lari alle giulive 

D' amor dolcezze , e di amistà sincera 

Dalle spiaggie d" esiglio , alle native , 

Li chiama il Magno che dal Tebro impera, 

Te sotto P ali del perdon di Pio 

Vedranno , Italia mia diversa oh ! quanto 
Dal dì che disser lagrimando addio. 

E nel vederti di speranza segno 

Maravigliando chiamerai! tuo vanto 

Le Sante Chiavi , e 1' immortai Triregno: 



Di Antonio Zanini. 
Arciprete della Terra di Pieve*